Archeologia

Carro egizio nel MAR ROSSO?

L’archeologo dilettante britannico Peter Elmer ha recentemente comunicato di avere individuato nei fondali del Mar Rosso, nel corso di una prospezione subacquea, la ruota di un caratteristico carro da guerra egizio di oltre 3.000 anni fa ricoperta da concrezioni coralline. Pur con una certa cautela, il ricercatore inglese ha subito parlato di possibili "resti" della colonna dei carri da guerra dell’armata inviata dal Faraone d’Egitto all’inseguimento dei fuggiaschi ebrei guidati da Mosè nell’Esodo verso la Terra Promessa, tragicamente travolta dalle acque marine prima miracolosamente apertesi e poi improvvisamente richiusesi sugli inseguitori del popolo d’Israele. Va ricordato che già negli anni Settanta un altro ricercatore, Ron Wyatt, aveva dichiarato di avere individuato in fondo al Mar Rosso una ruota ad otto raggi di non facile recupero, che - in base alla sua precisa descrizione - Nasif Mohammed Hassan e così pure la vedova di Wyatt, Mary Nell, ritengono la parte aurea del cerchione di un tipico carro da battaglia egizio risalente al periodo della XVIII Dinastia. Quest’ultima scoperta indicherebbe di conseguenza che la narrazione biblica sarebbe storicamente ben più corretta ed accurata di quanto non potesse supporsi.

 

Sotterranei nella piana di Giza?

Così come si muove un gruppo archeologico "tutto di egiziani" per trovare le risposte, speriamo che rivelino ciò che è davvero lì.
L'egittologo leader in Egitto, il dottor Zahi Hawass, ha rivelato che un gruppo di scavo sotto la sua direzione sta indagando una tomba antica, che è stata al centro delle dichiarazioni di una presunta scoperta di un mondo sotterraneo sotto le Piramidi di Giza.
Questo è un annuncio sorprendente per diversi motivi, non ultimo che il "presunto" sistema di grotte è già stato esplorato e fotografato dallo scrittore ed esploratore britannico Andrew Collins. Nel mese di agosto 2008, Collins ha annunciato di aver riscoperto l'ingresso ad un sistema di grotte inesplorate, e vi è entrato attraverso una tomba misteriosa diverse centinaia di metri ad ovest della Grande Piramide. Forse era il modo in cui Collins aveva scoperto la grotta, che ha causato la polemica.

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La fine dei Nazca

Disegni di nazcaGli archeologi che esaminano i resti di Nazca hanno scoperto una sequenza di eventi antropici che avrebbero portato al ''catastrofico''crollo di questo popolo intorno al 500 d.C.
La civiltà Nazca, nota per la creazione di grandi disegni nel deserto che possono essere visti solo dall’alto, sarebbe scomparsa perché danneggiò il fragile ecosistema che la ospitava.
Oliver Whaley, del Royal Botanic Gardens di Kew, ha dichiarato: ''Gli errori della preistoria ci offrono lezioni importanti per la gestione delle nostre fragili zone aride.'' Nello studio pubblicato sulla rivista Latin American Antiquity, i ricercatori hanno spiegato che i Nazca liquidarono grandi aree di foresta per far posto alla propria agricoltura, il tutto nel corso di molte generazioni.

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Monete egizie del tempo di Giuseppe.

Molti studiosi e archeologi si aiutano nelle loro ricerche tenendo in considerazione le informazioni rese disponibili da antichissimi testi, come per esempio la bibbia o il corano. Diverse informazioni storiche narrate nella bibbia sono state, per lunghi periodi di tempo, criticate dagli studiosi.
Molte volte è capitato che alcuni ritrovamenti archeologici facessero cadere i dubbi dei critici.
Per fare un esempio, il profeta biblico Daniele scrisse che a Babilonia ci fu un regnante di nome Baldassarre (ultimo re babilonese) e per molto tempo i critici contestarono questo fatto semplicemente perché il nome di Baldassarre non figurava in nessun posto se non nella Bibbia. Invece antichi storici indicavano Nabonedo, successore di Nabucodonosor, quale ultimo re babilonese. Comunque nel 1854 furono trovati dei cilindri di argilla nelle rovine dell’antica città caldea di Ur.
Questi documenti cuneiformi del re Nabonedo includevano una preghiera per “Bel-sar-ussur, mio figlio maggiore”. I critici dovettero ammettere: Era il Baldassarre del libro di Daniele.
Su questo fatto se ne può discutere sul forum, invece cominciamo ora con il tema di questo articolo.

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I metodi di datazione radiometrica in paleoantropologia.


L'archeologia biblica riguarda il recupero e l'investigazione scientifica dei resti delle antiche culture che riguardano i racconti della Bibbia.

Come nel caso dello studio di altre culture, i manoscritti devono essere comparati a reperti di società contemporanee in Europa, Mesopotamia ed Africa. Le tecniche impiegate sono le stesse dell'archeologia ed includono in generale sia gli scavi scientifici che le scoperte casuali.

Una palese incongruenza tra i racconti biblici e le nozioni dell’archeologia ufficiale è l’incompatibilità tra la datazione di alcuni reperti con il metodo del radio carbonio e il fatto che biblicamente parlando l’uomo fu creato solo circa 6000 anni fa.

I seguenti video, realizzati dal consulente scientifico Narkas - prof. Ferdinando Catalano, mostrano quale potrebbe essere una possibile spiegazione:

Parte 1


Parte 2

 

 


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