Arca dell'alleanza
Tra gli oggetti leggendari del passato e che hanno destato grande interesse c’è la biblica arca del patto. Le uniche prove della sua esistenza si limitano alle testimonianze del passato, la più autorevole delle quali è quella biblica. Ma cerchiamo di capire perché questo oggetto desta tanto interesse.
Cosa era l’arca dell’alleanza?
L’arca del patto, detta anche dell’alleanza, era - e chi lo sa, forse lo è ancora - una cassa sacra che veniva collocata nel santissimo del tabernacolo durante l’esodo degli israelti e, più tardi, nel tempio edificato da Salomone. L’Arca fu fatta per comando di Dio e secondo le sue istruzioni.
Il grande interesse nei confronti dell’arca è dovuto al fatto che sembrerebbe misteriosamente sparita.
Ma non è tutto qui, perché all’arca dell’alleanza venivano associati grandi ed insoliti poteri. Se oggi fosse tra le nostre mani la definiremmo un oggetto fuori dal suo tempo (oopart).
Che aspetto aveva?
La cassa era pressappoco lunga 111 cm, larga 67 cm e alta 67 cm.
Era di legno d’acacia, rivestita dentro e fuori d’oro puro. Un artistico bordo d’oro serviva da rifinitura.
Lunghe stanghe servivano a trasportare l’arca. Anch’esse erano di legno d’acacia e ricoperte d’oro ed erano inserite in due anelli d’oro per ciascuno dei due lati della cassa. Queste stanghe non dovevano essere sfilate dagli anelli; perciò non c’era mai la necessità che i portatori toccassero l’arca. C’erano quattro piedi posti agli angoli per tenere l’Arca sollevata da terra, anche se non è rivelato di quanto.
Quali poteri aveva?
Bezalel e quelli che lo aiutavano seguirono esattamente le istruzioni, costruendo l’Arca con i materiali donati dal popolo. Quando, un anno dopo l’Esodo, il tabernacolo (una specie di santuario/tenda smontabile per essere trasportato) venne ultimato ed eretto, Mosè prese le due tavolette di pietra della legge e le mise nell’arca. Quindi Mosè inserì le stanghe negli anelli dell’arca, sistemò il coperchio e la portò nella tenda. Poi, come parte della cerimonia d’inaugurazione, unse con olio l’arca e tutti gli altri arredi. Da quel momento in poi, quando i sacerdoti smontavano il tabernacolo per levare il campo, la stessa cortina divisoria (che separava la camera dell’arca dal resto della struttura), e in più pelli di foca e panno turchino, servivano per coprire l’arca onde impedire che il popolo la guardasse nemmeno per un istante, affinché non morisse. In poche parole divenne un oggetto dai poteri misteriosi e pericolosissimi.
La bibbia racconta che era vietato toccare l’arca se non si voleva andare incontro ad una morte istantanea.
Abitualmente, quando Israele levava il campo, l’arca con la nuvola sopra (rappresentante la presenza di Dio) apriva la marcia.
Nella marcia intorno a Gerico, gli uomini armati erano seguiti da sette sacerdoti che suonavano corni, poi veniva l’Arca e infine la retroguardia – seguì il crollo delle famose mura di Gerico. L’arca era quidi presente anche durante le azioni di guerra.
Una teoria moderna.
Basandosi sui racconti biblici dei misteriosi poteri dell’arca, lo scrittore francese Robert Charroux scrisse:
"l’arca non era nulla di più che un’impressionante arma capace di sviluppare energia elettrica. Non dobbiamo dimenticare che Mosè, quando ancora veniva istruito come futuro faraone, aveva ricevuto dai sacerdoti egizi profonde nozioni alchemico-esoteriche di chimica, fisica e meteorologia tali da dare ragione di alcuni dei prodigi attribuitigli. L’arca dell’alleanza poteva essere una specie di forziere elettrico capace di produrre forti scariche dell'ordine dei 5-700 volt..."
E continua:
"L’arca era fatta di legno d'acacia - scrive il ricercatore - e rivestita di oro all'interno e all'esterno. Con questo stesso principio si costruiscono i condensatori elettrici, separati da un isolante che in quel caso era il legno. L’arca veniva posta in una zona secca, dove il campo magnetico naturale raggiunge normalmente i 600 volt per metro verticale, e si caricava. La sua stessa ghirlanda [il bordo di rifinitura] forse serviva a caricare il condensatore. Per spostarla i leviti passavano due stanghe dorate negli anelli, tanto che dalla ghirlanda al suolo la conduzione avveniva per presa di terra naturale, scaricandosi senza pericolo. Isolata, l'arca talvolta si aureolava di raggi di fuoco, di lampeggi, e, se toccata, dava scosse terribili. In pratica si comportava esattamente come una pila di Leyda...".
L’ipotesi è certamente affascinante per chi ama fantasticare sulla storia dell’uomo e dei suoi misteri.
Effettivamente sono stati ritrovati altri oggetti che presentano caratteristiche elettriche, come la famosa pila di Baghdad:
Nel 1936, vicino a Baghdad, venne rinvenuto un oggetto, databile nel secondo secolo avanti Cristo. L'oggetto è in un involucro di argilla gialla, a forma di vaso allungato, con un coperchio di asfalto. All'interno del vaso, retto dal tappo, vi è un cilindretto di rame, chiuso anche all'altra estremità da un tappo di asfalto e, all'interno di questo, sempre retto dal tappo esterno, vi è una barra di ferro. La sua somiglianza esteriore con una pila a carbone/zinco portò ad ipotizzare che potesse trattarsi di un generatore galvanico.
In effetti questo oggetto può funzionare da rudimentale pila se immerso in una soluzione acidula, però in questo modo la corrente generata è minima.
Questo fatto potrebbe essere spiegato da quelli che come Charroux, credono in un’antica conoscenza ormai perduta, dal fatto che dai tempi dell’arca del patto alla pila di bagdad intercorrono diversi secoli e in quel lasso di tempo molte nozioni potrebbero essere state perdute.
Alcune cose da tenere in considerazione.
Tuttavia dobbiamo ricordare che se sappiamo dell’arca è solo perché il testo biblico ne parla, e se ipotizziamo attendibili le testimonianze dei suoi poteri, non possiamo ignorare gli avvenimenti storici che la riguardano.
Le testimonianze infatti, non raccontano solo che l’arca possedeva questi poteri ma ci indicano anche alcune situazioni in cui fu protagonista e che ci aiutano a capire quale era il suo comportamento.
Se l’arca fosse un “semplice” condensatore capace di creare incredibili scariche, come ipotizzato da Charroux, il suo comportamento dovrebbe essere meccanico e non mostrare alcuna intelligenza. Eppure dai racconti biblici non sembra affatto che le cose stiano così.
La presenza dell’arca di per sé non garantiva il successo. Difatti gli israeliti al comando di Giosuè furono sconfitti ad Ai per la loro infedeltà, nonostante la presenza dell’Arca nel campo. Similmente la presenza dell’Arca in mezzo agli stessi combattenti non impedì ai filistei di uccidere 30.000 israeliti e catturare l’Arca. Comuni malfunzionamenti? Forse, ma il testo racconta che quando l’arca arrivò nella città dei filistei, questa creò non poco scompiglio mostrando così di “funzionare” ancora e costringendo i filistei a restituirla.
Fenomeni non associabili ad un condensatore elettrico.
C’è poi da tenere in conto che il testo biblico parla anche di altri tipi di fenomeno legati all’arca. La bibbia racconta che Dio aveva promesso a Mosè:
“Là io ti incontrerò, e da sopra il propiziatorio, fra i due cherubini che sono sull'arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figli d'Israele.” Esodo 25, 22
L’arca era quindi anche un mezzo di comunicazione tra Dio e Mosè. Questo ha fatto nascere altre ipotesi:
Sempre grazie alle antiche conoscenze custodite dagli egizi, che per il divulgatore svizzero Erich Von Daeniken erano invece di origine extraterrestre, Mosè avrebbe costruito uno strumento che funzionava come una sorta di radio. Per Erich Von Daeniken solo in questo modo si spiegherebbe il fatto che Mosè potesse parlare con Dio.
Ma ipotizzando che questo sia vero, resta da chiedersi perché un’entità aliena (o un gruppo di alieni) avrebbe dovuto comunicare con Mosè, allo scopo di governare una sola “piccola” nazione – anziché tutto il mondo - senza poi neanche sfruttarla per i suoi fini (come avviene con i goa’uld in stargate), oppure senza riuscire a migliorare il mondo tramite quella nazione (volendo ipotizzare che si trattasse di alieni buoni con avanzatissime tecnologie).
Quindi quali sono le conclusioni da trarre?
Le ricerche da fare su questo argomento sono interminabili, e forse non avremo mai una risposta definitiva - così come la vuole la scienza.
Le possibilità sono due: Credere che l’arca sia realmente un oggetto costruito per istruzione divina, oppure si tratta solo di miti antichi - ma i miti conservano sempre delle realtà che in questo caso siamo ben lontani da scoprire.
Qualunque altra ipotesi sembra fino ad ora non perfettamente coerente con quello che ci perviene dal passato.



