Paranormale

Esiste la fortuna?

La fortuna è spesso percepita come una forza misteriosa che si tenta di dominare adottando determinati comportamenti. Alcuni ci credono, altri ci ridono.
Eppure capita qualche volta di sentir dire anche a chi non crede a queste cose, che sembra proprio vero che alcune persone siano sempre baciate dal destino.
Di recente alcuni la fortuna cercano di costruirsela, magari attuando delle particolari tecniche come quelle consigliate in molti siti presenti nel web, come ad esempio le guide ai casino online, oppure come quelle consigliate dai tanti lottologi che cercano di consigliare i giocatori della lotteria italiana.
Ma, tornando al concetto tradizionale di fortuna, parlerò di qualcuno che l’ha studiata con metodo scientifico.

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Triangolo delle bermude

Una delle soluzioni proposte per spigare le misteriose scomparse di navi e aerei nel Triangolo delle Bermude è, come accennato nel precedente articolo, quella del metano. La teoria è stata presentata da Anatoli Nesterov, che con il suo gruppo di ricerca ha osservato un probabile legame tra l’accumulo di idrati di gas nelle acque dell’Atlantico e le misteriose sparizioni nel triangolo delle bermuda. La teoria è stata esposta durante una conferenza dal titolo “Geologia e ricchezza del petrolio del mega-bacino in Siberia occidentale” e consiste nel fatto che lo scienziato ha notato che sul fondo dell’Atlantico, proprio nella regione del triangolo maledetto, si sono concentrate enormi quantità di idrati di gas. Quando avvengono movimenti del suolo e si formano fratture tettoniche, gli idrati di gas iniziano a decomporsi. Quindi emerge il metano e se una nave si trova in quella zona è destinata ad affondare a causa della diversa densità dell’acqua (più bassa del normale). Lo stesso effetto si avrebbe su un aereo se finisse in una nuvola di metano, nata dalla dispersione degli idrati in atmosfera. La presenza di gas idrati nell’Atlantico è stata confermata dal programma americano di ricerca sulle perforazioni di petrolio. Gli idrati, sono delle combinazioni solide che si formano con metano e acqua in condizioni ottimali di temperatura e pressione e si ritrovano specialmente negli oceani e nelle regioni settentrionali dove è presente il permafrost. Tutte queste condizioni sembrano essere presenti nella zona del triangolo delle bermude.

 

Il triangolo del diavolo

Esiste una vasta zona di mare, ampia circa 2.500.000 km2, in cui si sono verificati dal 1800 in poi, numerosi casi di sparizioni di navi e aeromobili - a detta della maggioranza - per motivi inspiegabili.
A motivo di ciò questa zona di mare viene soprannominata “il triangolo del diavolo” oppure “il triangolo maledetto” o meglio conosciuto come “il triangolo delle bermuda”.
Si tratta di un argomento talmente discusso che tutti ormai saprete che questa zona di mare è delimitata da un triangolo immaginario i cui vertici si trovano uno nel punto più meridionale della costa dell'arcipelago delle Bermuda, uno nel punto più occidentale dell'isola di Porto Rico, e un altro nel punto più a sud della penisola della Florida.
A motivo del gran parlare su questo argomento, saprete anche dei numerosi casi di sparizione che si racconta siano avvenuti in questo posto e per tale ragione non ci soffermeremo a raccontarli, ma piuttosto a riportare alcune spiegazioni che sono state proposte da chi si è dedicato a questo mistero.
Evitiamo di esporre le ipotesi più fantascientifiche, che a motivo del gran risuonare mediatico tutti abbiamo già sentito (è colpa degli ufo? Oppure si tratta di un ingresso spazio-temporale? Oppure un esperimento segreto del governo ha causato questo effetto collaterale?) e invece parliamo delle spiegazioni più razionali che ci sono state proposte.

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Gustavo Adolfo Rol

Gustavo Rol era un famoso sensitivo torinese. Grazie alle sue presunte capacità paranormali fece parlare molto di se. Ancora oggi fa parlare di se e come capita in questo genere di cose non tutti hanno la stessa opinione a riguardo.
Roberto Giacobbo, che per molti anni si è dedicato allo studio dell’invisibile e del mistero, alla domanda se qualcosa lo avesse colpito particolarmente rispose:

C’è la storia di un uomo che mi ha colpito, un uomo che mi sarebbe piaciuto conoscere,

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Cosa scoprì Wilhelm Reich?

Lo psicoanalista Wilhelm Reich

Wilhelm Reich era uno psichiatra e psicoanalista austriaco, allievo di Sigmund Freud. Le sue ricerche scientifiche spaziarono in molti ambiti, anche oltre il suo campo scientifico.
Alcune ricerche da lui compiute lo portarono ad affermare di avere scoperto una particolare forma di energia detta “energia orgonica”. Queste sue teorie furono duramente attaccate dalla comunità scientifica perché, a quanto pare, mancanti di prove sperimentali.
Sapendo quali erano le sue convinzioni, a prima vista, Wilhelm Reich potrebbe sembrare un sempliciotto divenuto famoso per qualche teoria strampalata.
In realtà non era affatto un pinco pallino qualsiasi:
Si laureò presso l'Università di Vienna nel 1922. In questo periodo mantenne se stesso e il fratello dando ripetizioni universitarie.
Al secondo anno di studi, organizzò un seminario di sessuologia ed invitò, tra gli altri, alcuni psicoanalisti.
La stima che Paul Federn (un altro importante psicoanalista) aveva per Reich, lo portò a diventare membro della Società Psicoanalitica di Vienna e già dal 1919, prima ancora di laurearsi, iniziò a trattare i primi pazienti.
Nel 1922, anno della laurea, iniziò a lavorare nella Clinica Psicoanalitica fondata da Sigmund Freud.
Qualche anno dopo divenne professore e insegnò all'Istituto di Training Psicoanalitico di Vienna fino al 1930.

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