Progresso

Alla ricerca degli extraterrestri sulla Terra

Alieno grigioMILANO - Da oltre 50 anni gli scienziati passano al setaccio lo spazio profondo alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Senza molto successo: né i programmi che prevedono l'uso di radiotelescopi, né le missioni su Marte fino ad ora sono state in grado di rilevare granché.

SULLA TERRA - «Dobbiamo mettere da parte la teoria secondo cui ET ci stia mandando messaggi dallo spazio e intraprendere un nuovo approccio», ha spiegato a The Times l'illustre fisico Paul Davies, tra gli ospiti del simposio che la prestigiosa Royal Society inglese dedica in questi giorni al 50esimo anniversario del programma di ricerca di intelligenza extraterrestre SETI. Secondo Davies, continuare a scrutare lo spazio alla ricerca di forme di vita aliene è solo una perdita di tempo, faremmo meglio a concentrarci sugli extraterrestri che già popolano il nostro pianeta.

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La visione di Nikola Tesla

Oggi che siamo nell'era dello sviluppo tecnologico, guardare la TV, telefonare con il proprio cellulare, chattare, condividere foto, musica, film o scommettere in un casino online è una cosa che passa per scontato.
Nessuno di noi penserebbe, essendo nell'ignoranza, che tutto questo è stato immaginato e reso possibile grazie ad un solo uomo: Nikola Tesla.

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Funziona la prima mano bionica

Ricordate il film di guerre stellari in cui Luke Skywalker, dopo aver perso la sua in un duello, viene dotato di una mano artificiale?
A quel tempo si trattava di fantascienza, oggi invece è già realtà!
Funziona la prima mano artificiale controllata dai nervi dello stesso paziente nel quale è impiantata. La mano biomeccanica, che sarà presentata oggi a Roma, è il frutto della collaborazione tra la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e l'università Campus Biomedico di Roma.

La mano bionica a cinque dita indipendenti, realizzata dalla Scuola Sant'Anna di Pisa nell'ambito del progetto LifeHand, è stata impiantata il 20 novembre 2008 in un uomo italo-brasiliano al quale la mano era stata amputata fino a metà avambraccio in seguito a un incidente stradale. L'intervento, eseguito nel Campus Biomedico di Roma, è stato condotto da un gruppo composto da neurologi, ortopedici, neurochirurghi e bioingegneri. La mano, che ha cinque dita indipendenti, è direttamente controllata dal sistema nervoso del paziente grazie a quattro elettrodi realizzati dall'azienda tedesca Ibmt e impiantati nei nervi mediano (all'altezza del polso) e ulnare (avambraccio).

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Motore a buco nero

In un futuro prossimo forse sarà possibile esplorare la galassia con astronavi con propulsione a “buchi neri”. O almeno così affermano due scienziati della Kansas University: Louis Crane e Shawn Westmoreland. Propongono un modo originale per utilizzare i buchi neri come combustibile, che è del tutto entro i limiti della fisica e della tecnologia come li conosciamo, ma avrebbe un impatto fenomenale in termini ingegneristici.
Il punto cruciale della loro idea consiste nell'utilizzare un laser per formare un micro buco nero. Questo sarebbe un Schwarzschild, un buco nero con emissione di radiazione di Hawking; e più sarà piccolo il buco nero, più genererà energia.
Naturalmente creare un buco nero non è l’impresa più facile del mondo. In primo luogo ci vuole una quantità enorme di energia. Crane e Westmoreland propongono un pannello solare di 370 km2, in un'orbita distante un milione di chilometri dalla superficie del sole, che, se in perfetta efficienza, dovrebbe essere in grado di raccogliere abbastanza energia per generare un buco nero.

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Il progetto MELISSA ci porterà su Marte?

Il progetto è stato sperimentato sui i topi e con loro pare funzionare. Un domani toccherà agli astronauti.
In un laboratorio della scuola di ingegneria dell’Università autonoma di Barcellona, si sperimenta la vita a circuito chiuso che dovrebbero sopportare i futuri navigatori dello spazio, inviati in missione su Marte.

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