Progresso
Alla ricerca degli extraterrestri sulla Terra
SULLA TERRA - «Dobbiamo mettere da parte la teoria secondo cui ET ci stia mandando messaggi dallo spazio e intraprendere un nuovo approccio», ha spiegato a The Times l'illustre fisico Paul Davies, tra gli ospiti del simposio che la prestigiosa Royal Society inglese dedica in questi giorni al 50esimo anniversario del programma di ricerca di intelligenza extraterrestre SETI. Secondo Davies, continuare a scrutare lo spazio alla ricerca di forme di vita aliene è solo una perdita di tempo, faremmo meglio a concentrarci sugli extraterrestri che già popolano il nostro pianeta. |
|
|



MILANO - Da oltre 50 anni gli scienziati passano al setaccio lo spazio profondo alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Senza molto successo: né i programmi che prevedono l'uso di radiotelescopi, né le missioni su Marte fino ad ora sono state in grado di rilevare granché.
Oggi che siamo nell'era dello sviluppo tecnologico, guardare la TV, telefonare con il proprio cellulare, chattare, condividere foto, musica, film o scommettere in un
Ricordate
il film di guerre stellari in cui Luke Skywalker, dopo aver perso la sua in un
duello, viene dotato di una mano artificiale?
In
un futuro prossimo forse sarà possibile esplorare la galassia con astronavi
con propulsione a “buchi neri”. O almeno così affermano due scienziati della
Kansas University: Louis Crane e Shawn Westmoreland. Propongono un modo
originale per utilizzare i buchi neri come combustibile, che è del tutto
entro i limiti della fisica e della tecnologia come li conosciamo, ma
avrebbe un impatto fenomenale in termini ingegneristici.
Il
progetto è stato sperimentato sui i topi e con loro pare funzionare. Un domani
toccherà agli astronauti.