Si studiano gli oceani per trovare vita extraterrestre

Per studiare le possibilità dell’esistenza di vita oltre la Terra, gli scienziati stanno esaminando l’habitat che si nasconde sotto il fondo oceanico, vicino a bocche vulcaniche ad elevate profondità, e sotto il ghiaccio polare, alla ricerca di microrganismi che potrebbero essere analoghi a forme di vita extraterrestre. “Non credo che nessuno si aspetti di andare su Marte e trovarci cani e gatti che gironzolano”, dice l’astrobiologo Paul Davies, Professore alla Arizona State University, “ma credo sia molto probabile che nelle profondità del pianeta esistano forme di vita microbiche. E la stessa cosa quindi vale per la Terra.”.
“La maggior parte delle forme di vita terrestri è microbica”, continua Davies. La maggioranza dei microrganismi non è stata caratterizzata, tanto meno i loro geni sequenziati. E’ assolutamente plausibile che in quel regno microbico esista quella che noi chiamiamo una “biosfera ombra”. Non ombra in senso mistico, significa solo che ancora non sappiamo bene cosa sia. Potremmo avere a che fare con microrganismi di aspetto comune ma molto diversi al loro interno. In altri termini, microrbanismi con una biochimica peculiare che vivono in una sorta di ombra della vita ordinaria a cui siamo abituati.
E c’è di più. Secondo Davies, l’esistenza di questi esseri farebbe supporre che la vita sul nostro pianeta potrebbe essere emersa non una, ma parecchie volte. “La vita sulla Terra potrebbe essere iniziata 58 volte, generando 27 biosfere ombra, una delle quali, e solo una, si sarebbe evoluta in vita pluricellulare. E noi saremmo il suo prodotto.



