U.F.O.

Obama e i misteri di Caronia

La notizia che segue la prendiamo con le pinze, visto le sensazionali notizie del passato inerenti il tema e poi rivelatesi “chiacchiere da bar”. Eccola di seguito:

Cosa c’entra il presidente degli Usa, Barack Obama, con la città di Taormina? Apparentemente nulla. Sembra, insomma, uno di quegli accostamenti inverosimili che viaggiano con una certa fantasiosa disinvoltura sul web.
E invece un nesso tra Obama e Taormina c’è, anzi ci sarà, eccome.

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Royal Society: gli extraterrestri sono come noi, anche nei comportamenti

La notizia che alla Royal Society di Londra si parlerà di extraterrestri, ha creato un domino mediatico che ha coinvolto moltissima gente, che inizia a parlare anche fantasticando. Resta il fatto che, numerosi scienziati di varie discipline dello scibile umano parleranno di esseri che vivono là fuori, ma probabilmente sono anche già qui. Dopo la teoria dell’astrofisico Paul Davies, che ha parlato di “biosfera oscura”, con microrganismi alieni già tra noi, è la volta del paleobiologo evolutivo Simon Conway Morris (Università di Cambridge). La tesi dell’illustre personaggio è stata pubblicata, in primis, sul prestigioso “The Guardian”. Come si evince dall’articolo, lo scienziato ha dichiarato che se esseri extraterrestri sono già tra noi, sono uguali sia fisicamente e morfologicamente all’Homo Sapiens, ma simili anche nei comportamenti. E invoca la presa di posizione dei Governi mondiali se tale ipotesi dovesse rivelarsi acclarata scientificamente.

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Dibattito della scienza sugli alieni

La Royal Society, la più prestigiosa associazione scientifica della Gran Bretagna, si riunirà per le prossime due settimane per discutere sull’ipotesi che gli extraterrestri non siano da ricercare fra le stelle, quanto piuttosto sulla Terra. Come riporta il quotidiano britannico The Times, alla conferenza – organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario del Seti, il programma per la ricerca di intelligenze extraterrestri – parteciperanno anche rappresentanti dell’Onu e delle principali agenzie spaziali. L’ipotesi degli “alieni fra di noi” verrà difesa dall’astrofisico britannico Paul Davies: gli extraterrestri in questione peraltro apparterrebbero soprattutto alla cosiddetta “biosfera ombra”, ovvero forme di vita microscopica adattate a nicchie ecologiche isolate come deserti, soffioni vulcanici sottomarini, tundre polari e laghi salati. La conferenza esaminerà peraltro anche quali sarebbero le implicazioni sociologiche della scoperta di intelligenze extraterrestri: alieni che – avvertono gli specialisti – potrebbero rivelarsi anche ostili, contrariamente alle ipotesi che vincolano il progresso tecnologico e quello etico. Il biologo evoluzionista Simon Conway Morris ha sottolineato come in presenza delle giuste condizioni lo sviluppo della vita su altri pianeti appaia “inevitabile”, data l’universalità dei principi della selezione naturale; alla domanda sul perché tuttavia non si siano ricevuti messaggi dopo decenni dalla prime trasmissioni radiotelevisive – irradiate anche nello spazio – Conway ha replicato: “Al loro posto, non so se risponderei al telefono”.

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Era un test missilistico

Quello che sembrava un singolare fenomeno luminoso sui cieli nordici della Norvegia, scambiato da qualcuno anche per l’ennesimo Ufo, sembra sempre di più l’effetto del fallito test del missile balistico intercontinentale russo Bulava, presentato finora come il futuro fiore all’occhiello dei nuovi sottomarini nucleari di quarta generazione. Oggi infatti il ministero della difesa di Mosca ha ammesso, dopo le notizie della stampa russa, che il lancio nel Mar Bianco dal sommergibile atomico Dmitri Donskoi non ha avuto successo per un problema tecnico. «I primi due stadi del missile hanno funzionato normalmente, ma un problema tecnico si è verificato nella traiettoria durante il terzo stadio», ha spiegato il ministero.
L’obiettivo dei Bulava di solito è un poligono nella penisola della Kamciakta, nell’estremo oriente russo. «Secondo i dati del servizio di controllo, il motore del terzo stadio non ha funzionato correttamente», ha aggiunto. Un fallimento imbarazzante per il Cremlino, anche perchè ormai metà della dozzina di prove effettuate dal 2005 è andata male, con il rischio che il costosissimo progetto (metà bilancio del ministero della difesa, secondo la stampa) sia mandato in soffitta. Questa volta, inoltre, il missile ha lasciato una traccia ben visibile sui cieli della Norvegia, alla vigilia della consegna del Premio Nobel per la pace al presidente Usa Barack Obama: per un minuto circa è apparsa una spirale di luce bianca con una lunga coda blu sull’orizzonte, stando alle foto e alle immagini trasmesse anche dalla emittente privata russa Ten Tv.

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Spirale luminosa sul cielo della norvegia

Per il momento sembra proprio che il fatto sia avvenuto davvero. Ma cos'è successo nei cieli norvegesi il 09/12/2009?

E' successo che la zona più a nord ha potuto assistere a uno spettacolare fenomeno in cielo per ora incatalogabile, che gli stessi testimoni norvegesi derubricano dalla fenomenologia delle aurore che si possono ammirare in quelle terre. La formazione di una sorta di "buco nero" a spirale, molto simile a come li immaginano i film di fantascienza. L'apertura di un buco in cielo, iniziato con l'apparazione di un globo luminoso che irradiava anelli di luce. In poco tempo, gli anelli hanno preso la forma di spirale, colorandosi di bianco verso l'esterno e di blu verso il nucleo di origine. Fino a diventare in breve tempo la cosa più grande in cielo in quel momento, più della luna.
Stando alle testimonianze, la spirale ha percorso un tratto di cielo, lasciando dietro di sé una scia bluastra.

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