Dibattito della scienza sugli alieni
La Royal Society, la più prestigiosa associazione scientifica della Gran Bretagna, si riunirà per le prossime due settimane per discutere sull’ipotesi che gli extraterrestri non siano da ricercare fra le stelle, quanto piuttosto sulla Terra. Come riporta il quotidiano britannico The Times, alla conferenza – organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario del Seti, il programma per la ricerca di intelligenze extraterrestri – parteciperanno anche rappresentanti dell’Onu e delle principali agenzie spaziali. L’ipotesi degli “alieni fra di noi” verrà difesa dall’astrofisico britannico Paul Davies: gli extraterrestri in questione peraltro apparterrebbero soprattutto alla cosiddetta “biosfera ombra”, ovvero forme di vita microscopica adattate a nicchie ecologiche isolate come deserti, soffioni vulcanici sottomarini, tundre polari e laghi salati. La conferenza esaminerà peraltro anche quali sarebbero le implicazioni sociologiche della scoperta di intelligenze extraterrestri: alieni che – avvertono gli specialisti – potrebbero rivelarsi anche ostili, contrariamente alle ipotesi che vincolano il progresso tecnologico e quello etico. Il biologo evoluzionista Simon Conway Morris ha sottolineato come in presenza delle giuste condizioni lo sviluppo della vita su altri pianeti appaia “inevitabile”, data l’universalità dei principi della selezione naturale; alla domanda sul perché tuttavia non si siano ricevuti messaggi dopo decenni dalla prime trasmissioni radiotelevisive – irradiate anche nello spazio – Conway ha replicato: “Al loro posto, non so se risponderei al telefono”.
Fonte: http://www.ilcittadinomb.it/stories/apcom/211333/
Sulla questione “extraterrestri ostili” è di pochi giorni la dichiarazione del Dr Marek Kukula, pubblico astronomo della Royal Observatory a Greenwich. Il Dottor Kukula ha dichiarato che “ci avrebbe fatto piacere pensare che se c’è vita intelligente là fuori sia benevola e saggia. Ma naturalmente non abbiamo nessuna prova di ciò. Dato che le conseguenze di un contatto non possono essere quelle inizialmente sperate, abbiamo bisogno allora che i governi e le Nazioni Unite partecipino a qualsiasi discussione”. Questa intervista si può leggere sul sito del “Times Online”, ossia http://www.timesonline.co.uk/tol/news/science/earth-environment/article6999927.ece



